Se c’è un posto dove le zanzare e i fasti dei Medici riescono a convivere con una certa ostinata dignità, quel posto è la bonifica pisana. Nel cuore di questa piana, precisamente nello spazio situato dietro la Villa Medicea a Coltano, Pisa, va in scena un insolito matrimonio gastronomico e nostalgico: la Sagra della mietitura e del mucco pisano. L’evento prende vita durante la terza settimana di luglio, un periodo perfetto per ricordare a tutti che prima dei condizionatori e del turismo di massa la terra andava faticata, tagliata e, possibilmente, onorata a tavola.
L’attrazione principale non è tanto la retorica del buon tempo andato, quanto la concreta rievocazione dell’antica arte della mietitura. Campi aperti, polvere e soprattutto macchinari e trattori d’epoca che tornano in moto per mostrare dal vivo come si procedeva, un tempo, al primo taglio e alla raccolta dei cereali maturi. Niente simulatori o schermi touch: qui si sente l’odore del gasolio agricolo e della paglia mossa al sole. La scelta del luogo non è affatto casuale. Coltano è legata a doppio filo alla storia della bonifica e alle scommesse agricole dei Medici, che qui vollero una delle loro residenze protette come bandita di caccia e centro di allevamento.
Ma siccome di sola nostalgia e archeologia industriale non si campa, il fulcro emotivo della manifestazione si sposta inevitabilmente sull’area ristorante. Il protagonista assoluto dei piatti è il celebre mucco pisano, una razza bovina autoctona le cui origini risalgono a incroci storici favoriti persino dai Lorena per ottenere animali da lavoro e carne di qualità superiore nella pianura del Valdarno. Lo si potrà testare sotto forma di succulenti tortelli al mucco pisano o in versione più sbrigativa ma decisamente efficace con i corposi hamburger di mucco. Il tutto annaffiato da birra alla spina nell’area bar sul prato, dove l’atmosfera perde ogni velleità istituzionale per farsi squisitamente paesana.


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