Nel cuore dell’Appennino, precisamente nel secolare castagneto della località Costa di Porcigatone, a due passi da Borgo Val di Taro, va in scena un appuntamento che non ammette mezze misure. La Sagra della Polenta e Cinghiale è il posto giusto se cercate la concretezza di piatti cucinati come vuole la tradizione, ovvero con i paioli di rame che riposano sulla stufa a legna. Si svolge solitamente nella seconda settimana di agosto, trasformando un bosco in una tavolata a cielo aperto dove il concetto di “dieta” viene gentilmente invitato ad uscire di scena.
Daltronde il nome della località che si ipotizzava fosse in qualche modo legata al generale romano Marco Porcio Catone, in realtà secondo gli storici locali, il toponimo deriverebbe da “Porcile di Garatone“. Da li al suo suino fratello selvatico, il passo è breve.
La faccenda è seria: qui la polenta non è un contorno, è una religione che si sposa con il cinghiale, i funghi porcini locali o il gorgonzola. Tutto accompagnato da una birra artigianale Turris che aiuta a digerire le fatiche della giornata. È una festa di quelle genuine, dove l’atmosfera è garantita più dal calore della gente e dall’odore della legna che da inutili fronzoli. Porci si, ma di un certo livello, e con la consapevolezza che qui si mangia sodo.
Se avete avuto la fortuna (o la resistenza necessaria) di testare la consistenza della polenta o avete scoperto segreti culinari celati nei paioli, fateci sapere come è andata lasciando una valutazione della Sagra della Polenta e Cinghiale!


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