Se vi sentite “communisti cosiiiiii” e vi manca la sana atmosfera delle feste dell’Unita di una volta, preparatevi a un’invasione di sostanza e convivialità ai Giardini dell’SMS Rifredi di Firenze.
La Sagra dei Circoli Arci torna a occupare il terreno sacro della socialità popolare, trasformando il giardino in un presidio gastronomico dove le etichette stanno a zero e il buon cibo conta più di ogni altra menata.
Qui non si viene per l’estetica da social network, ma per la sostanza. Le brigate di volontari e volontarie, reduci da mille battaglie nelle Case del Popolo, hanno messo in piedi un calendario che è un manifesto politico di gusto. È un momento in cui la comunità si riprende lo spazio pubblico per ricordarci che mangiare insieme non è solo un atto biologico, ma il primo passo verso una resistenza culturale degna di questo nome.
Il menu della Sagra dei circoli ARCI non è il solito elenco da autogrill, ma un viaggio che tocca le radici del territorio e le contamina con aperture necessarie. Troverete piatti iconici come la pecora campigiana, che fa sempre la sua figura, il peposo alla fornacina della Casa del Popolo Impruneta e i mitici tortelli mugellani. C’è spazio anche per la curiosità intellettuale e culinaria con contaminazioni senegalesi, perché il mondo è più grande del raccordo anulare.
Che siate lì per la pappa al pomodoro o per il confronto politico tra un bicchiere di vino e l’altro, la Sagra dell’SMS Rifredi resta il posto dove la genuinità non è un claim pubblicitario, ma una pratica quotidiana. Niente prenotazioni, niente prelazioni per chi ha la cravatta: si entra, ci si siede dove capita e si condivide il tavolo. Proprio come una volta, ma con meno nostalgia e molta più sostanza.
Non ci risultano orchestrine o band ad allietare le serate o a movimentare la pista: meglio così, almeno non faranno i soliti scherzi idioti; quelli che annunciano al microfono la morte della mamma di Mario Cioni.


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