Se pensate che le zucchine siano una verdura triste, adatta solo alle diete ospedaliere o ai purè per neonati, significa che non avete mai messo piede a Quattordio. In questo laborioso avamposto della provincia di Alessandria, stretto tra la piana alessandrina e le prime colline del Monferrato, l’ortaggio oblungo viene elevato a oggetto di culto pagano durante l’ultima settimana di giugno, in concomitanza con i festeggiamenti patronali. La Sagra dei Sicot — termine dialettale che indica appunto le zucchine — trasforma il cortile di Palazzo Sanfront, sede del Municipio, in una monumentale friggitoria e officina del carpione a cielo aperto.
Quattordio, d’altronde, ha una strana e meravigliosa consuetudine con le cose che lasciano il segno sui muri e sulla digestione. Nel lontano 1984, questo insospettabile borgo piemontese divenne la culla del graffiti writing europeo, ospitando pionieri americani del calibro di Delta 2 ed Ero per una storica jam che ha trasformato il paese in un museo a cielo aperto, oggi celebrato dal progetto QUA Museum.
Tra un murale d’avanguardia e l’altro, la Pro Loco Quattordio porta in tavola i veri miracoli della gastronomia locale, dove la zucchina ottiene la prestigiosa certificazione De.Co. (Denominazione Comunale). Il menu è una dichiarazione di guerra al colesterolo: i fiori vengono avvolti in una pastella croccante, le zucchine vengono fritte e annegate nel carpione insieme al pollo, oppure sposate alle uova in un finto esercizio di leggerezza. Per i pochi scettici rimasti, la piazza offre persino pizze cotte nel forno a legna e alici fritte, a dimostrazione che sotto i pini del cortile municipale tutto può essere fritto, e tutto diventa inevitabilmente più buono.


Valuta e segnala