A Riotorto il carciofo non è un semplice contorno, ma il padrone di casa. Dal 23 aprile al 3 maggio (con una piccola pausa lunedì 27), il parco “La Pinetina” ospita la 55ª edizione di una sagra che inneggia al carciofo e lo celebra anche con un monumento.
- Primi piatti: Lasagne ai carciofi, risotto ai carciofi, tagliolini al carciofo, tortelli maremmani al carciofo.
- La brace: anche qui si fa sul serio. Bistecche, scamerita e rosticciana vengono cotte alla vecchia maniera, usando carbone di legna dei boschi locali. Anche qui c’è una tradizione: la vicina località “carbonifera” la racconta lunga.
- Contorni: Carciofi fritti, carciofi trifolati, carciofi alla grigli, insalata di carciofi.
Il tutto scorre meglio grazie ai vini della Val Cornia D.O.C
Un consiglio? Andate sui primi a base di carciofo, anche se fino a oggi avete sempre pensato che il carciofo non era uno dei vs piatti preferiti: cambierete idea, la loro preparazione qui è ad alti livelli.
- Festivi: Si mangia sia a pranzo (ore 12:00) che a cena (ore 19:00).
- Feriali: Solo cena dalle 19:00.
- Extra: Oltre alle serate danzanti con musica dal vivo, torna la gara podistica per chi vuole smaltire i carciofi fritti prima della premiazione..
Quanto seriamente prendano il culto di questa nobile pianta lo si evince dal monumento che ogni anno viene qui spostato: un enorme pianta di carciofo in ferro battuto, anche di buona fattura
Una pianta e un territorio
Maremma, Maremmani e carciofi hanno una lunga storia comune, perché il carciofo è stato una presenza costante nell’agricoltura toscana fin dalla sua introduzione in Italia, alla metà del XV secolo.
Una storia che si rinnova nell’ultimo secolo, quando il carciofo diviene il grande protagonista delle coltivazioni della Val di Cornia, dove varietà tradizionali e nuove creazioni trovano condizioni climatiche ideali.
Questa storia rivive ogni anno nella grande Sagra del Carciofo di Riotorto, grazie al lavoro congiunto dei coltivatori della Val di Cornia, dei volontari dell’Associazione Cultura e Spettacolo di Riotorto e di tutti i Riotortesi che in questo evento ogni anno ritrovano un pezzo della propria storia e della propria identità culturale.
A tutti loro è dedicato questo monumento, perché, in fondo, i carciofi e la gente di Maremma un po’ si assomigliano, giacché anche il carciofo, come diceva il grande poeta cileno Pablo Neruda, è “un cuore tenero, vestito da guerriero”.


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