Se c’è un piatto che racconta la miseria — poi diventata nobiltà gastronomica per necessità — quel piatto è l’acquacotta. La Sagra dell’Acquacotta celebra questa densa zuppa di verdure, pane raffermo e uova, nata storicamente per sfamare i butteri e i carbonai che battevano i boschi della zona.
L’evento si tiene nella suggestiva cornice del Stadio Comunale di Santa Fiora, splendido borgo adagiato sui declivi del Monte Amiata, in provincia di Grosseto. Una terra dove la tradizione non è un’attrazione per turisti, ma una questione d’identità quotidiana. La manifestazione si prende la scena stabilmente durante la seconda settimana di agosto, estendendosi fino a lambire la terza, trasformando l’area sportiva in un gigantesco refettorio a cielo aperto dedicato alla cucina toscana più verace.
Oltre al piatto simbolo, cotto secondo i crismi della tradizione amiatina, le serate offrono un viaggio nei sapori forti della memoria locale, in un contesto dove la convivialità ha ancora il sapore dell’autenticità paesana e le ricette si tramandano senza troppi fronzoli moderni. Lo stand gastronomico garantisce il servizio con apertura programmata sia per la cena che per il pranzo, permettendo di rifocillarsi dopo una passeggiata tra le sorgenti della Peschiera o i vicoli del centro storico.


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